Metodo
Il metodo dell’archivio, dichiarato in cinque regole
Un archivio vale quanto il suo metodo. Queste sono le regole con cui CNIA raccoglie e pubblica la documentazione sull’intelligenza artificiale in Italia. Sono pubbliche perché possano essere contestate.
Le regole
01
Raccogliere
Il materiale ammesso è definito: atti normativi dell’Unione europea e italiani, norme tecniche UNI, schemi di certificazione, provvedimenti, documenti ufficiali, giornalismo verificabile. Tutto il resto resta fuori.
02
Ordinare
Ogni documento entra in una scheda con ente, data e link ufficiale. Le schede sono organizzate per argomento, non per opinione: prima il testo, poi il commento.
03
Verificare
Ogni dato numerico, storico o normativo porta la fonte inline, visibile nel testo, con la data e il link. Le informazioni di seconda mano vengono riportate alla fonte primaria oppure scartate.
04
Dichiarare i vuoti
Quando un dato non risulta dalle fonti disponibili, la scheda lo scrive: «non trovato» o «non ancora reperito». Il vuoto dichiarato vale più del dato riempito.
05
Aggiornare
Ogni pagina porta in testa la data di aggiornamento e, dove serve, lo stato dell’iter. Quando una norma cambia o un provvedimento viene pubblicato, la scheda viene rivista.
Esclusioni
Che cosa il metodo esclude
- Nessun dato inventato: niente cifre, date o nomi di comodo per completare una scheda.
- Nessun contenuto promozionale: le schede non ospitano prodotti, corsi né servizi.
- Nessuna qualificazione dei soggetti documentati: l’archivio descrive, non abilita né accredita.
- Nessun analytics e nessun cookie di profilazione: la lettura non è tracciata.
Come si legge una scheda
In testa a ogni pagina: la data di aggiornamento e lo stato dell’argomento. Nel testo: le fonti tra parentesi quadre, in notazione mono, con ente e data. In coda: l’elenco completo delle fonti, quando la pagina è lunga.