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DOC

Documentazione indipendente sull’intelligenza artificiale in Italia

Casistica · aggiornata al 18/08/2026

Casi di IA in Italia, raccontati dagli atti

Questa pagina raccoglie casi italiani sull’intelligenza artificiale documentati da provvedimenti ufficiali o da decisioni giudiziarie. Nessun aneddoto, nessuna ricostruzione di seconda mano: ogni caso esiste perché esiste un atto, indicato con il link.

I casi non sono una classifica e non esprimono giudizi sulle aziende coinvolte. Servono a capire come le regole vengono applicate, in pratica.

Caso 01 · Garante privacy

ChatGPT: il blocco, la sanzione, l’annullamento

Il 30 marzo 2023 il Garante per la protezione dei dati personali dispone nei confronti di OpenAI una limitazione provvisoria del trattamento: raccolta illecita di dati personali per addestrare ChatGPT e assenza di sistemi di verifica dell’età dei minori [Garante, provvedimento 30/03/2023].

Dopo l’incontro con OpenAI e l’impegno della società su trasparenza, base giuridica e diritti degli utenti, la limitazione provvisoria viene sospesa nell’aprile 2023 [Garante, aprile 2023].

L’istruttoria si chiude il 20 dicembre 2024 con una sanzione di 15 milioni di euro e l’obbligo di una campagna di comunicazione istituzionale di sei mesi. Le contestazioni principali: trattamento dei dati degli utenti per addestrare ChatGPT senza un’adeguata base giuridica, mancata notifica di una violazione di dati, assenza di filtri a tutela dei minori [Garante, comunicato 20/12/2024].

Nel marzo 2026 il Tribunale di Roma annulla la sanzione, secondo quanto riportato dalla stampa specializzata [Altalex, 27/03/2026]. La motivazione della decisione non è ancora pubblicata in questa scheda: verrà integrata con il testo del provvedimento.

Caso 02 · Garante privacy

DeepSeek: il divieto di trattamento in Italia

Alla fine di gennaio 2025 il Garante chiede informazioni alle società che gestiscono DeepSeek, la cinese Hangzhou DeepSeek Artificial Intelligence e la cinese Beijing DeepSeek Artificial Intelligence, sui dati trattati in Italia [Garante, gennaio 2025].

Con il provvedimento del 30 gennaio 2025 l’autorità dichiara illecito il trattamento e lo vieta con effetto immediato per gli utenti in Italia, in via d’urgenza [Garante, provvedimento 30/01/2025].

Il caso mostra l’uso dei poteri di emergenza del Garante su un modello sviluppato fuori dall’Unione europea, quando le risposte delle società non bastano a chiarire il trattamento dei dati di milioni di persone.

Caso 03 · giustizia del lavoro

L’algoritmo Frank: discriminazione indiretta dei rider

Con l’ordinanza del 31 dicembre 2020 il Tribunale di Bologna dichiara discriminatorio l’algoritmo «Frank» usato da Deliveroo per regolare l’accesso dei rider alle sessioni di lavoro [Soluzioni Lavoro, 07/01/2021].

Il meccanismo penalizzava i rider che disdegnavano o cancellavano una sessione prenotata, senza guardare al motivo: malattia, esercizio del diritto di sciopero o altra ragione. Regole formalmente neutre, ma capaci di colpire in modo sproporzionato chi scioperava o si ammalava: discriminazione indiretta [Bollettino ADAPT].

La decisione applica la tutela antidiscriminatoria a prescindere dalla qualificazione del rapporto di lavoro: la protezione vale per i rider comunque inquadrati [Lavoro Diritti Europa].

Nota di metodo

Perché questi casi e non altri

Un caso entra in questa pagina solo quando esiste un provvedimento, una decisione o una documentazione giornalistica verificabile. Le voci senza atti restano fuori, anche se sono molto raccontate sui media. L’elenco cresce con il tempo, senza pretese di completezza.

Il quadro normativo di riferimento è quello della legge 132/2025 e del regolamento (UE) 2024/1689; le autorità competenti sono descritte nella mappa delle autorità.

Segnala un caso

Le segnalazioni di casi documentati da atti pubblici sono benvenute all’indirizzo dell’archivio. La verifica spetta alla redazione; la pubblicazione dipende dalle fonti.

info@cnia.it